Ecco la marcatrice laser automatica per etichette adesive

Laser Solutions di Gallarate, in partnership con il solido gruppo industriale tedesco Murrplastik GmbH, ha messo a punto Labela, una marcatrice laser automatica per etichette adesive. Questo sistema è adatto per la riproduzione di testi e codici variabili e/o fissi nonché di logotipi o icone, su materiali adesivi progettati in modo da poter ottenere una codifica permanente e non contraffabile

di Martina Bertolotti

Labela è una marcatrice, scontornatrice laser automatica di etichette adesive; è la soluzione di stampa tecnicamente adeguata e, al contempo, insostituibile, per la riproduzione di testi e codici variabili e/o fissi nonché di logotipi o icone, su materiali adesivi progettati in modo da poter ottenere una codifica permanente e non contraffabile. L’etichettatura, tipicamente industriale, resistente a solventi, agli agenti atmosferici e all’abrasione, è flessibile per dimensioni e per i contenuti: semplici stringhe di testo, numeri di lotto o date di produzione, direttamente correlati a database esterni.
Questo sistema di marcatura è prodotto in Italia dalla società M-PIX S.r.l. Laser Solutions di Gallarate che, in partnership con un solido gruppo industriale tedesco Murrplastik GmbH, dispone un’attrezzata struttura di ricerca e sviluppo che si fa carico di gestire e organizzare la progettazione, la sperimentazione e il collaudo di tutti i nuovi sistemi, realizzati sia a misura d’utente che di serie.

Un sistema di marcatura in Classe 1
Il sistema Labela (Figura 1), realizzato completamente in lamiera d’acciaio rigorosamente in Classe 1 a sicurezza intrinseca, include tutte le funzioni operative in un lay-out comprensivo di un primo blocco a monte in cui si carica la bobina di nastro tecnico, il gruppo opto meccanico che ospita il laser con la testa scanner, l’area di servizio del laser cui segue in uscita la zona di lavoro in cui è demandata l’operatività della macchina, nel rispetto di tutte le normative. Dal punto di vista del ciclo di funzionamento, il nastro tecnico, con specifiche caratteristiche d’idoneità a essere personalizzato con laser è accompagnato da rulli fino alla bocca di entrata nella zona di marcatura. Un adeguato corredo elettromeccanico consente al nastro di essere alimentato con fluidità assecondando la richiesta della macchina, mentre un sensore verifica la presenza del nastro ed eventuali giunzioni del nastro stesso che verranno scartate evitando che tali zone di discontinuità possano essere incluse nel conteggio delle etichette regolari. Il box di lavoro è completamente chiuso, con Classe 1 di sicurezza laser. Ospita il piano verticale di sostentamento del nastro da personalizzare, è trascinato da un treno di rulli gommati e trattenuto aderente al piano di marcatura da una depressione pneumatica. Una ventola centrifuga canalizza i fumi che si generano durante l’interazione col laser, fino a una bocchetta posta sul corpo macchina, adatta a essere collegata a un filtro aspiratore esterno tecnicamente previsto e necessario affinché il sistema possa lavorare. Una portella anteriore con una finestra filtrante la radiazione laser, consente la visibilità sulla zona di lavoro; un dispositivo di sicurezza elettromeccanico prende in carico la gestione della catena delle sicurezze elettriche e laser, impedendo l’emissione laser con portella aperta. Sulla bocca di uscita del Box di lavoro è montata la taglierina motorizzata che provvede a tagliare il nastro alla misura programmata. Un adeguato sensore di sicurezza controlla eventuali inceppamenti accidentali dell’avanzamento nastro o presenza di fumi. La parte superiore del box di lavoro costituisce la base di appoggio della testa di marcatura laser.

Il sistema laser integrato
Labela è proposto con una sorgente laser fibra Ytterbio MP20 adatta alla marcatura. Questa si compone di un primo blocco opto meccanico che si trova in prossimità del box di lavoro, composto dalla testa di scansione, dall’obiettivo laser a campo piano e dal blocco di collegamento alla fibra ottica di potenza; un secondo blocco è costituito dal box dei servizi laser, che è ospitato all’interno del cabinet elettrico/elettronico, senza appendici esterne alla macchina stessa. Quest’ultimo è posto nella parte posteriore della macchina, solidale e in corpo unico. Ospita il box dei servizi laser, che fa parte integrante del sistema laser MP20F. Gli alimentatori di potenza AC/DC e una scheda madre con microprocessori che sovrintende a tutto il funzionamento della macchina e alla comunicazione col mondo esterno, tramite un canale USB e un canale Ethernet. La ventilazione è opportunamente forzata.

Il software di marcatura lavora in background
Dal punto di vista delle prestazioni del sistema, è possibile personalizzare spezzoni di nastro aventi una lunghezza programmabile da un minimo di 60 mm a un massimo di 990 mm. L’area di marcatura con il nastro fermo e trattenuto dalla depressione è di 120 x 120 mm. La macchina è stata sviluppata per processare e utilizzare dei nastri in materiale composito plastico, con finalità tecniche ben definite. I risultati quindi sono strettamente legati alla tipologia di nastro utilizzato e sarà cura dell’utilizzatore approvvigionarlo. I test di validazione effettuati da M-PIX sono stati eseguiti utilizzando il nastro TESA, codice articolo: 6930-00520-03/nero/mattato (Figura 2).
La macchina è dotata di display touch screen dal quale è possibile accedere a un software di gestione con un’ interfaccia grafica molto intuitiva, che consente di pilotare la movimentazione, in modalità locale: avanzamento nastro; taglio nastro; avviamento/arresto aspirazione nastro; avviamento/arresto sistema di bloccaggio nastro; avviamento/arresto aspirazione fumi. Inoltre gestisce una parte delle funzioni, come: start/stop marcatura, modifica passo di avanzamento nastro, avvio procedura di homing, verifica dello stato di tutti i sensori e verifica dello stato macchina. Per quanto concerne il software di marcatura vero e proprio, quest’ultimo lavora in background attraverso l’indirizzamento di “job” precaricati residenti in memoria. L’accesso al software di marcatura può essere fatto attraverso una presa USB, dalla quale si può dialogare con la scheda DSP (vedere manuale software di marcatura) e modificare/cancellare/creare i “job” di marcatura. È inoltre presente una connessione ETHERNET tipo RJ45 con la quale, attraverso un protocollo proprietario, è possibile collegare il sistema ad una rete (LAN) e impartire tutti i comandi sopracitati, nonché richiamare i layout di marcatura ed aggiornarne i campi variabili.